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26 luglio 2019
𝗡𝗼𝘃𝗲𝗹 𝗳𝗼𝗼𝗱: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼, 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗲

Con la crescente diversità etnica e la ricerca di nuove fonti di sostanze nutritive, sempre più nuovi alimenti, chiamati “novel food”, arrivano sulle tavole e nei negozi della Comunità europea.

𝗠𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲?

👉 A livello normativo si considera novel food un alimento non consumato dai cittadini dell’UE in misura significativa prima del 15 maggio 1997, quando entrò in vigore il primo Regolamento europeo sui “nuovi alimenti”.

All’interno dei novel food rientrano i “#traditional food” ovvero alimenti che fanno parte della normale dieta in altre parti del mondo dove sono considerati alimenti tradizionali, per esempio gli insetti edibili (#grilli, #cavallette e #larve).

📍 I novel food comprendono anche gli alimenti innovativi, sviluppati e prodotti utilizzando nuove tecnologie (ad esempio le nanotecnologie) o utilizzando nuove sostanze (ad esempio gli steroli vegetali).

Nel corso dei secoli sono stati inseriti nell’alimentazione una serie di novel food, che con il passare del tempo sono diventati poi parte integrante della tradizione alimentare di tanti paesi europei.

𝗡𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗹𝗲𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗰𝗶𝗯𝗶 𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗹 𝗳𝗼𝗼𝗱, 𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗻𝗮𝗻𝗲, 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗼, 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗮, 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗶𝘀, 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝘁𝗮𝘁𝗲, 𝗶 𝗽𝗼𝗺𝗼𝗱𝗼𝗿𝗶, 𝗶 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗮𝗹𝗶, 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘇𝗶𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗳𝗳𝗲̀. 𝗧𝗿𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶 𝘀𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗼𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗱 𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗮𝗼𝗯𝗮𝗯 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗔𝗳𝗿𝗶𝗰𝗮.

Ai sensi della legislazione UE 2015/2283, entrata in vigore nel gennaio 2018, tutti i novel food per poter essere immessi sul mercato europeo devono prima essere autorizzati. Rispetto ai precedenti regolamenti, (CE) 258/97 e 1852/2001, il nuovo regolamento introduce una procedura di valutazione e di autorizzazione centralizzata che rende più efficiente il processo nel suo insieme, mantenendo sempre un alto livello di sicurezza alimentare.

Quest’ultima è garantita dall’autorità europea sulla sicurezza alimentare (#EFSA) che esegue le valutazioni dei rischi legati alla sicurezza di un nuovo alimento su richiesta della Commissione europea.

Per i nuovi alimenti l’EFSA effettua la valutazione del #rischio sulla base della documentazione presentata dai richiedenti.

⚠️ Essa deve includere dati sulla composizione e sulle caratteristiche nutrizionali, tossicologiche e allergeniche del nuovo alimento, nonché informazioni sul processo produttivo e sugli impieghi.

Invece per gli alimenti tradizionali in altri paesi non UE, l'EFSA, in parallelo con gli Stati membri, ne valuta la sicurezza d’uso sulla base delle informazioni fornite dal richiedente. I richiedenti devono documentare la sicurezza d'impiego dell’alimento tradizionale per un periodo di almeno 25 anni.

⭕️ Sebbene la sicurezza alimentare sia un criterio essenziale per l’autorizzazione, non è l’unico principio su cui si basa il nuovo regolamento: i novel food oltre ad essere #sicuri, devono essere correttamente #etichettati in modo da non indurre in errore il consumatore, e se il nuovo alimento è destinato a sostituirne un altro, esso non deve differire da quest'ultimo in maniera tale da risultare svantaggioso dal punto di vista nutrizionale.


𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮:

https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/novelfood

https://ec.europa.eu/food/safety/novel_food_en
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