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12 ottobre 2019
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Imballaggi di carta e cartone per alimenti: quali contaminazioni?

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso la possibile contaminazione alimentare da oli minerali (Mineral oil hydrocarbons - MOH).

Dal punto di vista chimico gli oli minerali sono idrocarburi derivati principalmente da processi di raffinazione del petrolio greggio, ma anche sintetizzati da carbone, gas naturale e biomassa.

I MOH comprendono un gruppo molto eterogeneo di miscele di idrocarburi contenenti migliaia di composti chimici di strutture e dimensioni diverse. Quelli di interesse per la sicurezza alimentare appartengono principalmente a due diverse categorie: gli idrocarburi saturi (Mineral Oil Saturated Hydrocarbons – MOSH) e quelli aromatici (Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons - MOAH).

I MOSH sono tipicamente composti da alcani lineari e ramificati e da cicloalcani alchil-sostituiti. I MOAH invece sono rappresentati da idrocarburi aromatici, principalmente costituiti da composti policiclici alchilati.

Tra le principali fonti di contaminazione da oli minerali ci sono gli imballaggi di carta e cartone riciclato poiché ottenuti a partire da carta stampata con inchiostri che normalmente contengono tali sostanze. Altre potenziali fonti sono rappresentate da contaminazioni ambientali, dai lubrificanti usati nelle macchine per la mietitura e la produzione alimentare, oppure dai coadiuvanti tecnologici (i lubrificanti e gli agenti di distacco/antiaderenti usati durante i processi di cottura e di confezionamento).

In Europa non esiste ancora una normativa che impone alle aziende dei limiti nei prodotti alimentari e/o dei limiti di migrazione specifica (SML) per i materiali di imballaggio.

Tuttavia, da gennaio 2017, è in vigore la Raccomandazione europea 2017/84, a cui ha aderito anche l’Italia, che invita gli Stati membri a svolgere un'attività di monitoraggio in diverse matrici alimentari e nei materiali di confezionamento.

Tale attività dovrebbe riguardare i grassi animali, il pane e i panini, i prodotti da forno, i cereali da colazione, i prodotti di confetteria (compreso il cioccolato), il cacao, il pesce, i prodotti a base di pesce (pesce inscatolato), ii cereali destinati al consumo umano, i gelati e i dolci, i semi oleosi, la pasta, i prodotti derivati dai cereali, i legumi secchi, gli insaccati, la frutta a guscio, gli oli vegetali, nonché i materiali a contatto con gli alimenti utilizzati per questi prodotti.

Qualora si accerti la presenza di MOH nei campionamenti, gli Stati membri sono inviati a raccogliere dati su tali materiali (ad es. tipo e composizione dell'imballaggio, presenza di barriere funzionali, durata di conservazione dell'alimento confezionato) e svolgere ulteriori indagini per determinare quali siano i sistemi in atto nelle imprese interessate per prevenire o limitarne la concentrazione.

Nel 2012 il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM) dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha concluso che esistono differenti potenziali effetti sulla salute umana legati ai diversi gruppi di sostanze.

La presenza di MOAH in una miscela di idrocarburi di oli minerali determina fortemente la sua tossicità in quanto i MOH “aromatici” possono agire da cancerogeni genotossici. I MOSH invece sono meno tossici, ma si possono accumulare nei tessuti umani, prevalentemente nel fegato e in misura minore nel tessuto adiposo e nella milza.

L’EFSA ha stimato che l'esposizione dietetica della popolazione europea ai MOSH è compresa tra 0,03 mg/kg e 0,3 mg/kg di peso corporeo al giorno, naturalmente con un’esposizione più alta per i bambini. Il livello di assunzione dei MOAH invece è stimato a circa il 20% di quello dei MOAH.

Sulla base di nuove informazioni circa la mancanza di rilevanza tossicologica per gli esseri umani di precedenti studi sugli animali e sulla base di studi tossicocinetici recentemente disponibili, il gruppo CONTAM è giunto alla conclusione della necessità di una revisione della DGA (dose giornaliera ammissibile) temporanea di alcuni MOH “saturi” (a bassa e media viscosità) destinati all’uso negli alimenti.

Quest’ultimi furono valutati dal comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari - JECFA (2002) e fu stabilita una DGA temporanea di 0,01 mg/kg per peso corporeo.

Secondo le indicazioni delle Agenzie internazionali i produttori di alimenti e di materiali di imballaggio hanno adottato o stanno adottando misure per ridurre la presenza dei MOH negli alimenti. Per quanto riguarda invece le nostre scelte alimentari il miglior comportamento rimane sempre quello di avere una dieta il più possibile varia.

 

Bibliografia:

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2012.2704

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32017H0084&from=GA

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/sp.efsa.2017.EN-1090

http://www.inchem.org/documents/jecfa/jeceval/jec_1659.htm

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