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23 ottobre 2019
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Residui di farmaci veterinari negli alimenti: le regole UE, analisi e risultati

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato il rapporto annuale sui residui di farmaci veterinari negli animali e negli alimenti di origine animale relativo al 2017. I dati di monitoraggio mostrano una bassa presenza di sostanze proibite ed alti tassi di conformità con i livelli di sicurezza raccomandati.

La percentuale di non osservanza nei campioni mirati (cioè quelli prelevati per rilevare un sospetto uso illecito o verificare il mancato rispetto dei livelli massimi) è stata dello 0,35%, che rientra nell'intervallo compreso tra lo 0,25% e lo 0,37% degli ultimi 10 anni.

L'Unione europea dispone di un quadro legislativo completo che stabilisce norme sui limiti massimi di residui di sostanze farmacologicamente attive utilizzate negli alimenti di origine animale, compresi carne, pesce, latte, uova e miele, al fine di garantire la sicurezza alimentare.

Il limite massimo di residui (LMR) è la concentrazione massima di residuo di una sostanza farmacologicamente attiva che può essere autorizzata negli alimenti di origine animale e viene fissato, in condizioni di estrema precauzione, mediante la applicazione di fattori di sicurezza a dosi che non hanno prodotto alcun avverso in fase preclinica.

Per garantire che gli alimenti immessi sul mercato rispettino tali limiti, gli Stati membri dell'UE prelevano campioni per verificare l'eventuale presenza di residui di farmaci veterinari e contaminanti. Tali dati vengono analizzati e pubblicati annualmente dall'EFSA per rendere nota la situazione complessiva dell’osservanza dei limiti nell'UE e dell'esposizione dei consumatori europei ad essi.

L'ultimo rapporto analizza i risultati di 708.880 campioni (suddivisi in campioni mirati, sospetti, importati e raccolti nell'ambito di altri programmi nazionali), trasmessi dai 28 Stati membri dell'Ue.

L'EFSA ha raccolto i dati nello stesso modo in cui lo fa in altri settori come quello degli additivi alimentari, dei contaminanti chimici, dei residui di fitosanitari e della resistenza agli antimicrobici. I dati armonizzati consentono un confronto tra i vari anni e una migliore analisi dei rischi per la salute umana e animale.

Le analisi condotte hanno riguardato la ricerca di residui di una serie di farmaci veterinari, di sostanze non autorizzate negli animali da produzione alimentare e di agenti contaminanti.

Per i farmaci veterinari si registra una non conformità per alcuni antibatterici con una a frequenza più alta nei campioni di miele. Per i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) invece, i campioni non conformi sono stati trovati in bovini, ovini, caprini e nel latte.

Per quello che riguarda le sostanze vietate non sono stati segnalati campioni non conformi per i stilbeni e i suoi derivati. Si registra invece una non conformità per altri ormoni come gli steroidi e il tiouracile (farmaco antitiroideo).

Inoltre sono stati riscontrati campioni non conformi in bovini, ovini e caprini per i lattoni dell'acido resorcilico (composti attivi sul sistema ormonale che possono essere artificiali o prodotti da funghi). Tra le sostanze vietate per gli animali da produzione alimentare si registrano anche il cloramfenicolo, i nitroimidazoli e i nitrofurani.

Per i contaminanti chimici invece la non conformità si è rivelata più elevata per i metalli, con cadmio, piombo, mercurio e rame individuati più frequentemente.

Nel complesso i dati sui residui negli animali e negli alimenti di derivazione animale mostrano alti tassi di conformità con i livelli di sicurezza raccomandati altamente cautelativi. Il 99,65% dei campioni è conforme alla normativa vigente. Tale risultato evidenzia i punti di forza del sistema di monitoraggio dell'UE nonché il contributo che esso apporta alla tutela dei consumatori e al benessere degli animali.

Bibliografia:

https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/sp.efsa.2019.EN-1578

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